Simposio internazionale: La resistenza attraverso i valori spirituali. Modelli e fatti nella storia recente della Romania e dell’Europa dell’Est PDF Imprimare Email
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Marţi, 01 Decembrie 2009 11:18

Ormai sono passati vent’anni dalla caduta del muro di Berlino. Intanto, in Romania, come anche negli altri Paesi dell’Europa Centrale e dell’Est, sono avvenuti cambiamenti importanti, sia politici e economici, quanto culturali e religiosi. Poiché si tratta di un processo che implica la libertà umana, al livello individuale e comunitario, i cambiamenti non sono avvenuti dappertutto, né nello stesso grado, né nello stesso ritmo. Ecco perché incontriamo pure oggi reazioni ritardate, nostalgiche oppure proprio contrarie. Tuttavia, sappiamo bene che il tempo non ha pazienza, non risparmia nessuno, mentre la storia è scritta da chi abbia il coraggio di investire nel futuro, che rimane sempre un rischio.

Dalla caduta della dittatura ceausesco-comunista in poi, ogni anno si è celebrato l’anniversario della “Rivoluzione di dicembre 1989”, facendosi diversi bilanci e rilevando, sebbene col passar degli anni sempre con un entusiasmo in diminuzione, che il regalo più importante fatto per noi tramite i martiri della Rivoluzione è la liberta. “Moriremo e saremo liberi!“, queste parole gridate dai giovani sulle strade di Bucarest alla fine dell’anno 1989 manifestavano la loro voglia di libertà. Ma, nello stesso tempo, il grido rappresentava le aspirazioni vigili nell’anima di una popolazione umiliata e soprafatta che, finalmente, non ce l’ha fatta e si è ribellata.

Come si sa, il rifiuto dello statuto di schiavo e la prontezza di morire per la libertà, se ci fosse una richiesta del genere, sono vissuti pienamente da chi è arrivato nelle prigioni e nei lagar comunisti, sia da noi, che negli altri Paesi dell’Europa Centrale e dell’Est. Le testimonianze tirate fuori negli ultimi anni in riferimento a questi eventi drammatici della storia recente ci fanno vedere dei veri e propri depositi di speranza per il futuro. Perciò mai si può dire che sia troppo il sostare e il riflettere su questi eventi storici.

Allora, organizzando questo simposio, vogliamo proporre un legame con la storia recente che possa mettere in risalto la resistenza tramite i valori dello spirito di fronte alle persecuzioni della dittatura comunista. Ecco alcune motivazioni di questa opzione.

Gli artefici dell’introduzione del regime comunista in Romania e nell’Europa dell’Est hanno ritenuto che le elite della società (uomini politici, intellettuali, militari, commercianti, contadini, vescovi, sacerdoti e religiosi, ecc.) rappresentino il più grande ostacolo sulla via della loro azione. Perciò queste elite dovevano essere convinte di cambiare mente oppure di essere eliminate. Vale la pena di commemorarle, sia per prestare un omaggio al loro sacrificio, sia per comprendere meglio il segreto della loro vita.

Se parliamo delle elite della Chiesa di Gesù Cristo (cattolica, ortodossa, protestante), dobbiamo accettare che sia in costruzione il nostro legame con i modelli e i fatti esemplari di esperienza dei valori della fede cristiana consumati nel nostro passato recente. Di conseguenza, ogni iniziativa orientata verso la venerazione dei nostri eccellenti padri nei valori dello spirito è una chance “di vivere meglio e a lungo sulla terra”.

Stiamo organizzando questo simposio nei giorni 10 e 11 dicembre 2009, quando celebriamo l’anniversario della “dies natalis” del servo di Dio, il vescovo martire Anton Durcovici. Perciò il simposio si propone di essere un omaggio intellettuale, pastorale e liturgico, reso all’ex-pastore della diocesi di Iasi. Poi, il simposio cerca di rendere un omaggio a tutti i pastori della Chiesa di Cristo in Romania e in Europa dell’Est che, durante la persecuzione comunista, hanno accettato la prigione oppure la morte per la causa di Dio e il bene della loro comunità. In fine, il simposio cerca di rendere un omaggio a tutte le elite romene e europee che abbiano creduto nei valori dello spirito sino alla morte.

Cercando di promuovere un legame tra le generazioni, il simposio vuol indirizzare un messaggio alla generazione presente: vivere nel mondo dei valori spirituali può essere una via di salvezza di fronte alle persecuzioni delle diverse dittature, cominciando con quelle comuniste e fasciste e terminando con quelle recenti, del nichilismo e del relativismo.

Pr. Prof. Dr. Wilhelm Danca

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EPISCOPIO ROMANO-CATTOLICO

ISTITUTO TEOLOGICO ROMANO-CATTOLICO

UNIVERSITÀ “AL. I. CUZA”

FACOLTÀ TEOLOGICA ROMANO-CATTOLICA

IAŞI

 

 

 

SIMPOSIO INTERNAZIONALE

 

 

 

 

LA RESISTENZA PER I VALORI SPIRITUALI.

 

MODELLI E FATTI NELLA STORIA RECENTE DELLA ROMANIA E DELL’EUROPA DELL’EST

 

 

 

 

10 e 11 DICEMBRE 2009

 

 

 

 

 

ISTITUTO TEOLOGICO ROMANO-CATTOLICO

Str. Văscăuţeanu, n. 6, IAŞI.

Tel.: 0040-232-225.2228

Fax.: 0040-232-211.476

Email: Această adresă de e-mail este protejată de spamboţi; aveţi nevoie de activarea JavaScript-ului pentru a o vizualiza

Website: www.itrc.ro

 

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IL PROGRAMMA 


GIOVEDÌ – 10 Dicembre 2009

 

 

7.30     Celebrazione dell’Eucaristia.

 

8.30     Collazione.

 

9.00     Saluti – S.E.R. Petru Gherghel, vescovo di Iasi
                       Prof. dr. Vasile Isan, rettore del Università "Al. I. Cuza" di Iasi

Messaggi

Card. Stanislao Dziwisz, Arcivescovo e Metropolita di Cracovia, Polonia.

Card. Miroslav Vlk, Arcivescovo e Metropolita di Praga, Repubblica Ceca.

Card. Peter Erdo, Arcivescovo e Metropolita di Esztergom - Budapest, Ungheria.

 

 

PARTE I: Moderatore – Prof. Dr. Wilhelm Danca

 

9.30     S.E.R. Dr. Ioan Robu, Arcivescovo e Metropolita di Bucarest, Romania.

            Testimonianze dei fedeli cattolici dell’Arcidiocesi di Bucarest durante il comunismo.

 

10.00   S.E.R. Dr. Zelimir Poljic, Arcivescovo di Dubrovnik, Croazia.

            Stepinac – un eroe esemplare tra la schiera di eroici Pastori.

 

10.30   S.E.R. Petru Gherghel, Vescovo di Iaşi, Romania.

            Famiglia come centro della resistenza dei cattolici durante il regime totalitario.

 

11.00   Pausa – Caffè

 

11.30   S.E.R. Anton Cosa, Vescovo di Kishinev, Repubblica Moldova.

Resistenza dei cattolici durante le persecuzioni dei bolshevici nell’attuale Repubblica Moldova.

 

12.00   Mons. Stefano Monolov, Sofia-Plovdiv, Bulgaria.

            Il martirio dei cattolici in Bulgaria durante il socialismo.

 

12.30   Acad. Alexandru Zub, Iaşi, Romania.

            Impronte spirituali nelle prigionie del regime comunista.

 

13.00   Pranzo

 

PARTEA II: Moderatore – Lect. Dr. Stefan Lupu

 

14.30   Prof. Dr. Tadeusz Rostworoski, S.J., Cracovia, Polonia.

Il Cardinale Stefano Wyszynski – una figura importante della resistenza della Chiesa in Polonia.

 

15.00   Mons. Dr. Juraj Batelja, Zagrabia, Croazia.

            Il Cardinale Aloisyus Stepinac – un eroe della Chiesa cattolica in Croazia.

 

15.30   Prof. Dr. Stanislav Balik, Brno, Cehia.

            The Catholic Church in Czech lands in the times of communism.

 

16.00   Pauza – Caffè

 

16.30   Mons. Iosif Svidnitskyi, Murafa, Ucraina.

            I cattolici ucraini e le persecuzioni bolshevike.

 

17.00   Prof. Dr. Gabor Harmai, Esztergom, Ungheria.

I cattolici ungheresi e la fedeltà ai valori spirituali durante il regime comunista.

           

17.30   Prof. Dr. Eduard Ferent, Iaşi, Romania.

La difesa dell’identità cristiana come un’occasione di maturazione umana e spirituale.

 

18.00   Prof. Dr. Emil Dumea, Iaşi, Romania.

            Chiesa e Stato nella Romania contemporanea.

 

18.30   Conclusioni – Commenti – Testimonianze personali.

 

19.30   Cena.

 

 

VENERDÌ – 11 Dicembre 2009

 

PARTE III: Moderatore – Lect. Dr. Stefan Lupu

 

7.30     Celebrazione dell’Eucaristia – consegna dei diplomi in teologia ai sacerdoti del

2009.

 

8.30     Collazione.

 

9.00     Dr. Violeta Barbu, Bucarest, Romania.

Voci nella Chiesa del silenzio: testimonianze per la solidarietà tra cattolici e ortodossi durante il regime comunista.

 

9.30     Prof. Dr. Ioan Mitrofan, Blaj, Romania.

Dopo 20 anni. Evidenze e occultamenti della persecuzione della Chiesa Greco-Cattolica Romena Unita con Roma dal 1948 fino ad oggi.

 

10.00   Dr. Danut Dobos, Iaşi, Romania.

            Giustizia politica e “la colpa di essere cattolico” durante il regime comunista.

 

10.30   Lect. Dr. George Enache, Galaţi, Romania.

            Significati dell’anticomunismo: il caso della Chiesa Ortodossa Romena.

 

11.00   Pausa – Caffè.

 

11.30   Dr. Adrian Petcu, Bucarest, Romania.

            Il patriarca Justinian Marina e l’organizzazione e lo sviluppo del monachesimo

ortodosso nel periodo comunista.

 

12.00   Prof. Dr. Wilhelm Dancă, Iaşi, Romania.

            La forza dei simboli e “la caduta dei muri” del comunismo.

 

12.30   Sr. Florenta NDS (Baia Mare), testimonianza personale
           Conclusioni.

 

13.00   Pranzo

 

14.00   Partenza

Ultima actualizare în Vineri, 18 Decembrie 2009 19:40
 

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